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Tranvieri nei depositi, "Scusate ma non abbiamo alternative"
Assalto ai taxi, traffico in tilt, città paralizzata
Milano, mezzi pubblici fermi
precettati i lavoratori


Funzionano tratti delle linee 1 e 3 della metropolitana
Il provvedimento del prefetto da domani fino a sabato

MILANO - Sciopero senza preavviso degli autoferrotranvieri di Milano, che nei giorni scorsi avevano minacciato nuove azioni di lotta per il contratto. All'inizio del turno autobus, tram e filobus sono rimasti nei depositi. Ferma anche la metropolitana ad eccezione di una parte della linea 3 e del tratto tra le stazioni di Cadorna e Loreto della linea 1. La città è in tilt. Il prefetto di Milano, Bruno Ferrante, ha disposto la precettazione dei lavoratori dell'Atm da domani fino a sabato prossimo. Stesso provvedimento è stato preso per i lavoratori dei Trasporti pubblici monzesi.

La protesta ricalca quella del primo dicembre scorso quando, comunque, era già previsto uno sciopero ed era stato preannunciato il rispetto delle fasce protette stabilite dalla legge per i servizi di pubblica utilità. Venerdì scorso gli autoferrotranvieri milanesi avevano partecipato in massa allo sciopero indetto dai Cobas: precettati dal prefetto, avevano rispettato le fasce di garanzia.

A metà mattinata il prefetto Bruno Ferrante ha convocato sindacati, azienda e il sindaco Gabriele Albertini. Quest'ultimo ha dichiarato, durante una pausa dell'incontro che riprenderà nel pomeriggio, che "la trattativa è ripartita". Ma i nodi restano poiché i Cobas chiedono la riapertura del dialogo a livello nazionale (il governo ha già detto no) e il sindaco ha sottolineato che un aumento di stipendio è legato comunque a un aumento di produttività da parte dei dipendenti.

E con i nodi restano anche i disagi. Questa mattina i mezzi sono rimasti nei depositi senza alcun preavviso per i cittadini. I milanesi hanno dato l'assalto ai taxi. In circolazione le pattuglie dei vigili urbani che informano le persone in attesa alle fermate dei mezzi pubblici. Solo dopo le 8.30 è stato riaperto un tratto della linea 3 della metropolitana, tra San Donato e Sondrio, quasi tutto il percorso della linea gialla: l'iniziativa è stata portata avanti dai dipendenti che non si riconoscono nella protesta e hanno accolto l'appello lanciato dai sindacati confederali.

Un centinaio di lavoratori hanno poi raggiunto piazza della Scala e presidiato il palazzo del Comune di Milano, quindi sono tornati nelle autorimesse.

In una nota l'Atm informa che alle 10.30 "l'assenteismo per malattia dei conducenti di superficie e metropolitana è pari a circa il 20%. Tale dato rappresenta circa il triplo rispetto al valore ordinario".
"Oltre al disagio provocato alla città per lo sciopero illegittimo che ha provocato danni incalcolabili alla vita e all'economia della città - commenta Atm - il costo dell'elevata percentuale di assenteismo si ripercuote direttamente sulle tasche dei cittadini".

I dipendenti dell'Atm, riuniti nei depositi, sono intenzionati ad andare avanti nella protesta e non sono mancati i picchetti per impedire a chi voleva lavorare di uscire con i mezzi. "Quando vedremo un documento con su scritto nero su bianco una data e la cifra, allora riprenderemo a lavorare", dice uno dei dipendenti Atm in sciopero. Gli obiettivi sono chiari: "Vogliamo veder riconosciuti i nostri diritti, da due anni lavoriamo senza i 106 euro che ci spettano. Ci scusiamo con le gente, ma non abbiamo alternative. Abbiamo aspettato a lungo ma siamo sempre al punto di partenza".

La Regione Lombardia ha deciso di sospendere per oggi il blocco programmato dei mezzi non catalizzati, in vigore fino al 29 febbraio, nelle aree critiche di Milano-Como-Sempione, Bergamo e Brescia.

Infine, la richiesta di precettazione al prefetto di Milano per riportare la normalità. A chiederla sia il presidente della Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, Antonio Martone, che dal governo. Secondo il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, "ci sono tutte le condizioni ora per l'immediata precettazione per l'intero orario di servizio e le sanzioni, in caso di mancato rispetto della precettazione, sono certe e pesanti". E il prefetto si è mosso.

(12 gennaio 2004)